venerdì 10 aprile 2026

Since I'm pretty sure that you don't read this anymore (Apr 2026)

Non so bene come fare... È passato tanto tempo e non so se riesco ancora a scrivere come un tempo. Ho riprogrammato il mio cervello a scrivere mail di lavoro e non più testi elaborati o post*.
Sta per uscire un nuovo album degli Strokes e, anche se non me ne sono accorto immediatamente, piano piano ha cominciato a salirmi il magone. In questi giorni ho avuto il feed piano piano sempre più invaso da loro canzoni e piano piano sono cominciati a riaffiorare ricordi sopiti. Mi ritrovo a canticchiare le loro canzoni, album che mi erano piaciuti ma che avevo rimosso perché usciti post-noi (l'ultimo in piena pandemia e a tal proposito non sono mai riuscito a chiederti tu come l'hai vissuta). Onestamente non so nemmeno se allo stato attuale delle cose lo vorrei veramente ascoltare un nuovo album. Mi chiedo se per te possa essere lo stesso, se anche per te esistano cose per cui la nostra storia ti abbia guastato il sapore (dio spero di no. Ma come per me la depressione ha letteralmente influito, e ancora influisce, su una grossa parte della mia vita, immagino che la mia persona ti abbia causato una parte di rabbia e pentimento nella tua. Dunque sì, anche se non mi reputo importante per te mi reputo lo stesso un fastidio nella tua esistenza).
Mi trema il petto e sento di non avere pieno controllo del movimento delle mie mani da quanto sono spaventato dalla mia insicurezza nell'affrontare, anche se solo tra me e me, questo argomento...
Penso sia innegabile che io, coscientemente o inconsciamente, abbia legato questo gruppo a te. Loro come altri artisti ovviamente, eppure forse gli Strokes li soffro di più. È incredibilmente scoraggiante pensare di dover affrontare quasi 20 anni di accumuli, abitudini, rimorsi repressi, una montagna di... cose. Cose buttate come rifiuti in una discarica** per coprire una ferita e non farle vedere mai più la luce del sole. E farlo con il retro-pensiero che comunque per il resto delle nostre esistenze tu non mi perdonerai mai. Sentirsi contemporaneamente codardi ed arrendevoli perché non mi è stato insegnato a guardare alle mie emozioni senza provare vergogna e non saperlo fare da soli. Mi è stato insegnato così tanto a fare da solo ma quello che non mi è stato insegnato per quanto minore quantitativamente sembra avere il peso specifico del Sole. Tu stessa hai provato ad insegnarmi e io sono arrivato a farti desistere. A sfiancarti e sfibrarti fino al punto di volerti allontanare. È una colpa che sento pesare come un macigno, una colpa verso entrambi, con te prima e con me stesso adesso. E sento di meritarmela interamente.
Mi merito questo e non mi merito di provare piacere ad ascoltare gli Strokes e mi viene da piangere.
E non è quella forma di pianto perché sono commosso emotivamente, piango perché sono incredibilmente triste.

*("Christian tu scrivi troppo discorsivo, devi schematizzare, semplificare" ma vaffanculo vah, fanculo alla comunicazione professionale ridotta all'osso per massimizzare la produttività, fanculo a questi airbag alla creatività, fanculo al minimizzarsi e adeguarsi a parlare trattando i cretini e gli analfabeti come se fossero persone normali, essere illetterato è una disabilità per te e per chi ti sta accanto stronzo, una disabilità che andrebbe ghettizzata, derisa e punita, punto. Mi fate ancora salire il nazzismo).

**e quella discarica è il mio cuore? No, sono io. Io e basta.

mercoledì 25 febbraio 2026

Since I'm pretty sure that you don't read this anymore (Feb 2026)

Stamattina ho deciso che proverò a tenere questa sorta di "diario" che è contemporaneamente delirante (delusionale in italiano non esite?) ma allo stesso tempo penso possa essere uno sfogo sano e funzionale (per una volta). 

Non sarà figo ma tanto non lo sono mai stato se non per un effimero attimo ai tuoi occhi. Un effimero attimo di cui immagino tu ti sia pentita enormemente... Ogni tanto ho dei flash, ricordi vivissimi in cui rivivo frasi che mi hai detto e che non avevo colto sul momento ma che comprendo solo a posteriori: quando già non ci parlavamo e ti eri stufata di un mio ennesimo contatto me lo hai anche detto chiaro e tondo che io ero stato un errore. Lo hai detto anche l'ultima volta che sei stata da me per lasciarmi, prima ancora di Praga, mi hai spiegato che noi due avevamo tante cose in comune ma non erano un motivo sufficiente per continuare a stare assieme. Non penso fosse solo una frase di circostanza. Mi fa sentire sull'orlo di un baratro razionalizzare la dissonanza che c'è in realtà tra quello che ancora oggi sento io per te/ricordo di te, con quello che tu avevi realizzato già allora. 
Sì, ripensare a te mi fa sentire chiuso in una scatola mentre vengo ripetutamente, costantemente, infilzato da spade con lame di vergogna, senso di colpa, tristezza, disillusione, ansia, conflitto... Sono il pirata pop-pop dello spettro emozionale (oddio ma era "pop-pop" come Magnitude? io l'ho sempre chiamato Poppò, cristo quanto mi sento un cretino anche per cose che non sono legate a te, anyway non mi ricordo più perché avevo aperto questa parentesi ma è arrivato il momento stamattina di dover lavorare). 

Luv ya. 
Always. 
And forever. 
(sì, giuro che ho finito e adesso salvo la bozza e chiudo).

Since I'm pretty sure that you don't read this anymore (somewhere in 2025)

Questa relazione mi ha segnato nel profondo; non sono una persona in grado di aprirsi e sfogarsi per natura, e forse, per educazione e abitudine. Mi sono portato tutto dentro fino a che non sono crollato mentalmente e mi sono trovato a cercare aiuto psicologico durante una mattinata lavorativa mentre ero sommerso di impegni e attività. E l'interrutture è stato trovare questa bozza dimenticata che non ho mai voluto cancellare perché è tutto quello che mi rimane di te.

Avere un aiuto da un professionista è stato in qualche modo almeno illuminante, mi ha fatto rendere conto di tante cose, in primis che purtroppo mi porto dentro traumi ed ero già una persona fondamentalmente disfunzionale già quando ci siamo conosciuti e frequentati. Ed incontrarti, viverti è stato un tale sollievo... Mi ha fatto sentire normale per la prima volta, quando stavo con te esistevo anche io, senza alcun disagio o senza vivere le mie stranezze nei confronti del resto del mondo intorno. Non so nemmeno come sia potuto accadere, che nella mia disfunzionalità, io sia riuscito a poterti interessare. Dal punto di vista probabilistico mi dispiace addirittura essere una prova vivente della tua sfortuna.
Non sai che darei per poter tornare ad avere un semplice rapporto di conoscenza e amicizia con te. Vorrei poter ricambiare in qualche modo ma l'unica cosa che posso fare per farlo è non parlarti. Io questo lo vivo come una condizione ingiusta, è una tortura che in parte cerco di vedere come espiazione del senso di colpa che mi porto dentro. E so anche che è sbagliato ma, come ho detto, farei qualunque cosa per riavere un pezzettino di quello che è stato.

Since I'm pretty sure that you don't read this anymore (credo più o meno agosto 2013)

So che vuoi che non mi faccia più sentire e non vuoi proprio avere a che fare mai più con me. Mi dispiace avere questi momenti dove sento il desiderio di contattarti a prescindere ma so anche che questa mail non te la invierò mai e l'unico motivo che ho di scrivere in questo momento è che sento un grosso bisogno di sentirti. Sentirti, vederti, incontrarti e abbracciarti. È invasivo da parte mia me ne rendo conto... Quello che vorrei è solo poterti augurare buon compleanno, usare la scusa degli auguri perché mi manchi. Mi manchi e mi sei sempre mancata. Non sai quanto a lungo ho convissuto col conflitto interiore tutti i giorni per non contattarti. Ti ho incrociata alla conferenza dell'Abramovic per caso anche se dentro di me speravo appunto di incontrarti. So che eri a vederti Morrissey e c'ero pur'io. Ti confesso che alle volte, se sono nelle vicinanze, passo sotto casa tua certi giorni. Mi rendo anche conto che sono tutti atteggiamenti al limite dello stalking ma giuro che quello che voglio è solo un confronto, una chiusura per me stesso anche a costo di porre veramente la parola fine a tutto quello che è stato il tempo che ho trascorso con te.

Vorrei anche saperti viva e in buone condizioni, mantenere un ricordo di te positivo. Lo so che è un pensiero totalmente egoista ma lo dico senza alcuna pretesa e solo per esternare questo desiderio.
Ovviamente mi rendo conto che anche che se magari mi facessi vivo allora finirei per rovinare per l'ennesima volta quella che è la tua serenità e allora non lo faccio.
Per tantissimi anni ho come ucciso me stesso pur di non farlo.
Ti ho tanto amato Sara e in realtà questo amore non so se veramente sparirà mai del tutto. È stato un amore consumante e, a posteriori sono riuscito a rendermene conto anche io, è stato tossico per entrambi ma giuro che io l'ho comunque vissuto con una tale intensità e ne sono stato talmente in balia che ancora oggi la considero la relazione più significativa e vera della mia vita. Ti ringrazierò per sempre per quello che mi hai fatto provare, quello che mi hai mostrato e insegnato. Mi sento terribilmente in difetto a pensare che per tutto quello che sento di aver ricevuto da parte tua, io non sia riuscito a ricambiare se non con ricordi di una persona che non vorresti mai più re-incontrare nella tua vita. Dare dispiacere alla persona a cui tieni di più, quella che ha più importanza di tutte nella propria testa, è una cosa che non solo mi logora e distrugge, ma mi annichilisce dentro.

mercoledì 23 luglio 2025

30 (mantra).

Il mondo dovrebbe appartenere a persone felici. Nessun infelice consapevole dovrebbe avere dubbi al riguardo per quanto divorato da quella sensazione di esclusione.
Alcuni infelici ce la fanno, trovano qualcosa o qualcuno che li cambia. Altri non fanno in tempo e dunque cercano surrogati.
Un infelice che cambia trova qualcosa in cui incanalare quel vuoto dentro.

Ho draftato questo post 10 anni fa ma non ricordo più il finale.
So solo che quando torno a pensarti torno a fumare. Forse non smetterò mai davvero di fumare.

Credo che fumerò una seconda Lucky Strike prima di andare a dormire.